“L’ambito
psicomotorio:
interventi per la facilitazione della comunicazione”
Uno dei
principali punti di forza dell’intervento psicomotorio, quale
che sia terapeutico o educativo,
riguarda lo stabilire un punto di contatto ,una intesa, una relazione
tra gli attori in gioco:
da una parte il terapista,educatore e dall’altra il bambino in
difficoltà.
L’ambiente psicomotorio ed i suoi strumenti , primo fra tutti
il corpo,
facilita l’attivazione di quei processi adattivi che permettono
di evocare “abilità “ e
a dar loro significato in modo tale da rendere la persona protagonista
delle sue azioni e della sua stessa vita.
Un movimento, una postura, uno sguardo, un suono ,…..una palla,
un cerchio,
una corda diventano strumenti di condivisione capaci di attivare processi
che facilitano gli aspetti comunicativi, e tramite il continuo costruire
creativo,
permettono il percorso adattamento verso l’autonomia.
Abstract 2
Seconda fase periferica: Cusano Milanino
“Psicomotricità
e tecniche di comunicazione”
Una delle
difficoltà che la persona con disabilità può incontrate
è l’ incapacità di portare a termine un compito
motorio in modo finalizzato ed efficace.
In tale situazione è indispensabile rendere il più possibile
consapevole
l’individuo di queste azioni e insieme al lui costruire un percorso
che faciliti tale processo.
Il progetto individualizzato terapeutico psicomotorio si avvale di più
tecniche specifiche .
Tra queste ,a seconda del soggetto in carico, si colloca la comunicazione
facilitata.
La tecnica della comunicazione facilitata , il tocco, ha permesso,
nella mia esperienza psicomotoria, di facilitare gli atti motori
e nel contempo di creare una continuità tra il progetto di gioco
o attività,
pensato dal soggetto, ad azioni concrete.
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