LA FACILITAZIONE
DELLA COMUNICAZIONE E LA TECNICA FEUERSTEIN Gabriella
Pitssò
“… non accettarmi come sono…”
Feuerstein parte dal presupposto che il pensiero si possa “costruire”,
pertanto l’apprendimento avviene attraverso una buona “mediazione”.
Da questo enunciato nasce una tecnica, che ha come obiettivo fondamentale
la “Costruzione”, pertanto si condurrà il soggetto
alla strutturazione
dei vari tipi di “Pensiero” (ipotetico, rappresentativo,
sequenziale, …)
attraverso l’apprendimento delle strategie di azione e di pianificazione,
fino alla “Generalizzazione”.
L’utilizzo di questa metodologia, presuppone la presenza di
un linguaggio verbale
funzionale, pertanto escluderebbe a priori i soggetti che ne sono
privi.
La Facilitazione della Comunicazione, nata per sopperire alla carenza
di un linguaggio verbale efficace, nella persona disabile,
permette anche di poter accedere alla tecnica Feuerstein mediante
l’indicazione,
la scelta multipla e la scrittura con una tastiera.
LA FACILITAZIONE
DELLA COMUNICAZIONE NELLA SCUOLA
IN AMBITO DIDATTICO – CURRICOLARE Simona
Donzelli “Facilitare”
vuol dire permettere alla persona diversamente abile
di acquisire nuovi strumenti e possibilità di comunicazione,
di controllo sul corpo e sullo spazio, di arricchire la propria struttura
cognitiva.
Al bambino va garantito il diritto allo studio, attraverso un programma
individualizzato, steso dagli insegnanti, che deve essere condiviso
dalla famiglia,
dagli specialisti e dagli educatori.
La conoscenza e l’applicazione di strategie ed ausili appropriati
deve consentire,
alla persona disabile, di poter svolgere un percorso educativo comprendente:
- la ricerca di ogni forma comunicativa possibile
- un programma didattico e culturale
- un potenziamento dei livelli di autonomia personale e sociale.
L’ambiente scolastico va, inoltre, inteso come uno spazio preposto
a facilitare
le autonomie personali e ad attenuare i comportamenti disturbanti,
tenendo in considerazione l’età, il livello di sviluppo
e la natura del problema.