Zocchi |
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L’analisi dei comportamenti ci permette di spiegare quali sono i presupposti neuro funzionali che consentono l’effettuazione di comportamenti motori volontari finalizzati e, pertanto, determinati da intenzionalità, come espressione delle competenze esecutive e prassiche dell’individuo. Ma cosa succede quando analizziamo i comportamenti motori volontari dei ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico, sindromi genetiche, patologie neuromotorie come quelli con cui, nel quotidiano, ci troviamo a interagire? Nell’osservare un atto motorio volontario, pertanto, dovremo valutare non solo gli elementi di disfunzionamento, ma anche e comunque la motivazione che lo produce, la presenza o meno di iniziativa personale nel rapportarsi all’ambiente, nonché lo scopo che il soggetto si prefigge e le strategie che utilizza per raggiungerlo. Proprio
l’attenta osservazione delle strategie ci può dare la chiave
di lettura di come approcciarci a quel soggetto e a quali stimolazioni
di supporto fare appello per “facilitargli il compito” |