Zocchi


“La facilitazione come premessa per la riabilitazione delle Discinesie
dell’intenzionalità del gesto”


“…la sopravvivenza di ogni essere dipende dalla sua capacità di adattamento alle condizioni dell’ambiente che lo ospita ed è in funzione di queste condizioni che sono organizzate le sue strutture biologiche e si realizzano i suoi comportamenti…”
(Jolanda Morini Sattler)


Il sistema nervoso dell’uomo è strutturato in modo da elaborare, tramite l’azione:
*comportamenti adattivi semplici = Comportamento Riflesso Incondizionato
*comportamenti adattivi più complessi =
Comportamenti Riflessi Condizionati
*comportamenti superiori = Comportamento Volontario

L’analisi dei comportamenti ci permette di spiegare quali sono i presupposti neuro funzionali che consentono l’effettuazione di comportamenti motori volontari finalizzati e, pertanto, determinati da intenzionalità, come espressione delle competenze esecutive e prassiche dell’individuo.

Ma cosa succede quando analizziamo i comportamenti motori volontari dei ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico, sindromi genetiche, patologie neuromotorie come quelli con cui, nel quotidiano, ci troviamo a interagire?

Nell’osservare un atto motorio volontario, pertanto, dovremo valutare non solo gli elementi di disfunzionamento, ma anche e comunque la motivazione che lo produce, la presenza o meno di iniziativa personale nel rapportarsi all’ambiente, nonché lo scopo che il soggetto si prefigge e le strategie che utilizza per raggiungerlo.

Proprio l’attenta osservazione delle strategie ci può dare la chiave di lettura di come approcciarci a quel soggetto e a quali stimolazioni di supporto fare appello per “facilitargli il compito”

Maria Luisa Zocchi

Centro Studi sulla Comunicazione Facilitata
Studio “Arcobaleno” – Gallarate